PLAYGROUND

laboratori site specific per il progetto MADRELINGUA

“Si diceva di lui (Bruegel) che viaggiando attraverso le Alpi avesse inghiottito le montagne e le rocce, per risputarle poi al suo ritorno su tele e pennelli”. 

La creazione del progetto MADRELINGUA è composta da una serie di laboratori, test tecnici, sopralluoghi, dialoghi con territori e con fasce di età differenti. 

In quest’occasione condividiamo con il pubblico un momento delicato ma centrale: l’incontro di un gruppo di danzatori/performer con un gruppo di bambini. Un laboratorio aperto in cui il pubblico è invitato a osservare e condividere processi di lavoro e relazioni che si stanno scoprendo in quello stesso momento. 

I giochi dei bambini e la performing art sono pratiche con molti elementi in comune, entrambe hanno regole ben definite e contemporaneamente una tensione verso la libertà.  

La domanda con cui ci prepariamo ad affrontare questo percorso è se sia possibile creare e trasmettere un sistema coreografico che diventi un “gioco dei giochi”.  

Nello specifico i giochi presi in considerazione provengono dal dipinto di Pieter Bruegel il vecchio “Giochi di bambini”. 

laboratorio di ricerca artistica per performer con interazione artista plastico

 

First Clown: …for here lies the point: if I drown myself wittingly, it argues an act, and an act hath three branches – it is to act, to do, and to perform.
Primo Clown: … qui sta il punto; se io mi affogo deliberatamente, ne deriva un atto, e un atto ha tre rami: agire, fare e performare.
(AMLETO, atto V, scena I)

 

Cerchiamo la coesistenza sulla scena di azioni concrete e movimenti astratti. Il passaggio dalla figurazione all’astrazione.
Proponiamo un percorso fisico che alterna pratiche sensibili e coreografiche ad esercizi con volumi di creta, in cui un'esperienza si riversa nell’altra: modellare una forma riconoscibile, coglierne l’essenza, le linee e i piani.
Assorbire il principio di trasformazione e poi svilupparlo nella danza.

Durante tutta la durata del laboratorio lo scultore Gigi Ottolino modellerà un cavallo in argilla in scala 1:1 nell’atto di cadere. Il cavallo che cade compie un’avvitamento verso il terreno. Una spirale.
L’azione concreta dello scultore sarà il mezzo per approfondire la relazione e l’oscillazione tra act, do e perform.

 

CORPO PUBBLICO

libero laboratorio per cittadini di Amelia

Libero laboratorio, invito a prendere un tempo da dedicare alle possibilità generative del corpo nella distanza fisica e a guardare alle pratiche artistiche come strumento di partecipazione alla vita cittadina.
La partecipazione è a offerta libera, nessuno deve sentirsi escluso per motivi economici.

CAMPO

laboratorio coreografico

La proposta del laboratorio CAMPO si sviluppa nell’arco di tre week-end e pone al centro una serie di pratiche fisiche sottili sul sistema corpo e sulla relazione corpo-presenza.    

 

Le pratiche fisiche proposte ruoteranno intorno al tema del corpo vibrante, somma di oscillazioni diacroniche interne e risonanze esterne.

 

Il corpo è una rete di stimoli sensoriali.

Ciò che chiamiamo presenza è il nucleo dinamico di un campo di forze, vigile a un doppio livello percettivo, indagato perciò secondo due diverse modalità:

1- un training direzionato a un’analisi somatica sensibile, dedicata alla micro vibrazione.

2- un lavoro immaginativo e dinamico-più legato alla composizione e alla creazione di una forma- in dialogo con lo spazio, con l’architettura e con le altre presenze mobili nell’ambiente.

 

Si tratta di rintracciare geometrie visibili e invisibili che sostengano ogni danzatore nei propri desideri motori, artistici e coreografici.

Si lavorerà poi in maniera guidata alla composizione di brevi frammenti danzati e alla creazione di un organismo coreografico collettivo, attraverso la condivisione di semplici regole di gioco.

 

L’attitudine è quella del ricercatore che esplora e arricchisce costantemente il proprio paesaggio sensoriale, allenando percezione e immaginazione a creare un’unità dinamica tra le forze interne ed esterne al corpo.