laboratorio di ricerca artistica per performer con interazione artista plastico

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First Clown: …for here lies the point: if I drown myself wittingly, it argues an act, and an act hath three branches – it is to act, to do, and to perform.
Primo Clown: … qui sta il punto; se io mi affogo deliberatamente, ne deriva un atto, e un atto ha tre rami: agire, fare e performare.
(AMLETO, atto V, scena I)

 

Cerchiamo la coesistenza sulla scena di azioni concrete e movimenti astratti. Il passaggio dalla figurazione all’astrazione.
Proponiamo un percorso fisico che alterna pratiche sensibili e coreografiche ad esercizi con volumi di creta, in cui un'esperienza si riversa nell’altra: modellare una forma riconoscibile, coglierne l’essenza, le linee e i piani.
Assorbire il principio di trasformazione e poi svilupparlo nella danza.

Durante tutta la durata del laboratorio lo scultore Gigi Ottolino modellerà un cavallo in argilla in scala 1:1 nell’atto di cadere. Il cavallo che cade compie un’avvitamento verso il terreno. Una spirale.
L’azione concreta dello scultore sarà il mezzo per approfondire la relazione e l’oscillazione tra act, do e perform.

 

laboratorio coreografico

La proposta del laboratorio CAMPO si sviluppa nell’arco di tre week-end e pone al centro una serie di pratiche fisiche sottili sul sistema corpo e sulla relazione corpo-presenza.    

 

Le pratiche fisiche proposte ruoteranno intorno al tema del corpo vibrante, somma di oscillazioni diacroniche interne e risonanze esterne.

 

Il corpo è una rete di stimoli sensoriali.

Ciò che chiamiamo presenza è il nucleo dinamico di un campo di forze, vigile a un doppio livello percettivo, indagato perciò secondo due diverse modalità:

1- un training direzionato a un’analisi somatica sensibile, dedicata alla micro vibrazione.

2- un lavoro immaginativo e dinamico-più legato alla composizione e alla creazione di una forma- in dialogo con lo spazio, con l’architettura e con le altre presenze mobili nell’ambiente.

 

Si tratta di rintracciare geometrie visibili e invisibili che sostengano ogni danzatore nei propri desideri motori, artistici e coreografici.

Si lavorerà poi in maniera guidata alla composizione di brevi frammenti danzati e alla creazione di un organismo coreografico collettivo, attraverso la condivisione di semplici regole di gioco.

 

L’attitudine è quella del ricercatore che esplora e arricchisce costantemente il proprio paesaggio sensoriale, allenando percezione e immaginazione a creare un’unità dinamica tra le forze interne ed esterne al corpo.